Gita ai laghi di Avigliana premiati come i più belli e puliti d’Italia

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Il nome di Avigliana deriva dal nome romano Avilius che indicava i coloni del nord Italia (prevalentemente dal territorio veneto) spostati qui, a ridosso delle Alpi, dopo la creazione della colonia di Augusta Taurinorum. Tuttavia le paludi intorno ai laghi erano abitate già da molto tempo prima: un centro di palafitte era situato qui ad Avigliana già dal Neolitico, 4-5.000 anni prima dell’arrivo dei Romani.

L’inizio della costruzione del castello di Avigliana, che già in epoca romana era utilizzata come zona di dogana con la Gallia, risale al VI secolo dopo Cristo, a opera dei Longobardi. Furono però i Savoia, alla fine del Medioevo, a far diventare Avigliana un luogo importante per la storia del Piemonte in Italia: nel 1350 Amedeo VI detto il Conte Verde la dichiara piazza franca, e dieci anni dopo nel castello nasce suo figlio Amedeo VII il Conte Rosso.

I Laghi di Avigliana riconosciuti come tra i più belli d’Italia

lago di aviglianaL’origine dei laghi di Avigliana e dell’anfiteatro morenico risale alle ultime due grandi glaciazioni pleistoceniche: quella rissiana (230.000 anni fa) e quella würmiana (120.000 anni fa) quest’ultima direttamente responsabile della formazione dei laghi.
Molto probabilmente le vicende glaciali generarono quattro bacini lacustri due dei quali, la torbiera di Trana e l’attuale zona umida dei Mareschi ben presto interrati dai detriti che scendevano dalle colline circostanti.

L’ittiofauna è caratterizzata prevalentemente da ciprinidi (cavedani, carpe, scardole) a dalla presenza di altri molti pesci, tra cui possiamo trovare: il luccio, il pesce gatto, l’alborella, il tinca, il persico reale, il persico sole e il persico trota e l’anguilla.

Questa zona di Avigliana  vede inoltre la presenza di centinaia di volatili di varie specie, quali: moriglioni, morette, alzavole, fischioni, gallinelle d’acqua, tutti uccelli che si concentrano sui laghi, in particolar modo nel periodo che va dall’autunno all’inverno.

Il Lago Piccolo è particolarmente interessante per l’osservazione dei germani, delle folaghe, degli aironi cenerini e dei cormorani. Tra gli animali più caratteristici segnaliamo lo Svasso Maggiore.

I bacini lacustri pur essendo entrambi molto belli hanno peculiarità individuali che li differenziano l’uno dall’altro. Il Lago Piccolo (60 ettari, 356 m. s.l.m.) che riversa le proprie acque nel Lago Grande (90 ettari, 352 m s.l.m.), presenta senza dubbio maggiori caratteristiche di naturalità poiché è circondato da boschi, prati e da una discreta fascia di canneto.

La leggenda dei laghi di Avigliana

Sono passati ormai sei secoli e mezzo fa, qui avvenne una condanna a morte per annegamento di un principe Savoia che ha dato origine a strane leggende e tradizioni popolari, che vengono narrate ancora oggi!

La storia dice che nel 1367 il castello divenne la prigione di Filippo II di Savoia principe di Acaja, condannato da Amedeo VI e dopo un processo che lo giudicò colpevole di tradimento, fu condannato a morte.

La pena di morte fu eseguita il 21 dicembre 1368: Filippo II fu annegato nelle acque gelate del Lago Grande.

Da qui in poi in paese nascono due leggende.

Secondo una tradizione popolare, Filippo II fu salvato dal beato Umberto di Savoia, nato proprio ad Avigliana, dopo aver notato il medaglione al collo. Filippo II sarebbe quindi andato in esilio a Fatima, quello che oggi chiamiamo Portogallo, dove sarebbe morto alla fine del 1418.

Un’altra leggenda molto più fantasiosa, invece, sostiene che dopo l’esecuzione della condanna a morte, Filippo II non abbia lasciato del tutto il lago di Avigliana. Il suo fantasma, infatti, sarebbe comparso nel corso dei secoli e tuttora emergerebbe dalle acque dei laghi.

 

 

 

 

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