Una gita al Castello di Roppolo per rivivere la storia e la cucina del Biellese.

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Dal giardino del Castello si può scorgere il meraviglioso panorama sul Lago di Viverone, testimonianza dell’antico ghiacciaio il cui fianco morenico è costituito dalla Serra d’Ivrea, lascia stupito l’osservatore, che dagli spalti dell’antica fortificazione può ammirare i contrasti di luci ed ombre e di colori, che variano dall’azzurro intenso delle acque lacustri, al verde vivido della pianura coltivata, al grigio cupo delle montagne sullo sfondo.
La facciata verso sud, completamente modificata nel XIX° secolo, offre un’immagine di grande residenza di campagna.

La vera storia del Castello di Roppolo

Nato come roccaforte e avamposto nel III secolo d.C. per la sua posizione strategica in cima alla collina, nei secoli a venire, l’antica fortificazione fu usata come basamento architettonico di quello che è l’attuale castello. Dopo varie cessioni a nobili della zona, nel 1225 il castello venne acquistato dai conti Bichieri di Vercelli, famiglia potentissima e ricchissima, i quali si preoccuparono di riedificare l’ormai fatiscente fortificazione collinare in un castello medievale, cioè nella sua attuale forma; il castello divenne una delle dimore più sicure e più ricercate per la sua efficienza; questa nobile casata vercellese lo fortificò per difendersi nelle lotte fra guelfi e ghibellini. Ancora oggi, sulla parete principale dell’ala ducentesca del maniero, domina lo stemma dei Bichieri: tre bicchieri riempiti a metà di vino sotto il cappello cardinalizio del grande Cardinale Guala. I Bichieri del XIII secolo diedero splendore al paese. Fu anche costruita una casa monacale, la Santa Margherita, che servì anche da lazzaretto durante la peste. Lì, sorgerà l’attuale villa dei Rampone (XIV secolo) che si affaccia sulla piazza omonima, e dove ancor oggi si può ancora vedere la chiesetta dedicata alla beata monaca domenicana Emilia Bichieri da Vercelli (1238-1314).

il giardino sul lago viverone

Borgo e castello passarono poi in mano ai longobardi Visconti nel 1315, che iniziarono a usarlo come alloggiamento signorile. Come per la vicina Viverone e altri borghi vercellesi, il territorio roppolese fu barbaramente conquistato dal mercenario Facino Cane, al soldo del Marchesato del Monferrato. Ripresi però i territori dai Savoia nel 1427, Roppolo passò sotto la signoria dei piemontesi Valperga nel 1441.
Ritornerà di proprietà sabauda attraverso il conte Giano del Genevese (figlio di Amedeo IX) a causa di una storia singolare legata al castello, e cioè quella del murato vivo. Durante i restauri nel XX secolo furono ritrovati, dietro un muro, i resti di uomo intero, all’interno di un’armatura. Le ossa furono attribuite a tal cavalier Bernardo di Mazzè; leggenda e storia si intrecciano. Da alcuni documenti rinvenuti, pare che questi, in conseguenza di una disputa, fosse stato posto in un’armatura e murato, ancora vivo, dal rivale Ludovico Valperga di Masino, nel 1459. Per tal motivo, quest’ultimo fu condannato, insieme a tutta la famiglia Valperga di Caluso-Masino, a restituire tutto il territorio roppolese. Tuttavia, i Valperga ignorarono la confisca, e la causa durò dei decenni. Si dovette attendere il 1630, quando i Valperga si estinsero, per riprendere pienamente il possesso del castello e del borgo.
Si avvicendarono altre lotte, conquiste e diversi proprietari. Quando il paese divenne comune del Regno di Italia, il castello fu acquistato dai Novaresi di Moransengo, che lo ristrutturarono e adibirono a ristorante.

Nel 2016 il Castello di Roppolo è stato acquistato da un imprenditore Francese per 1, 5 milioni di €, oggi è possibile visitare il Castello e assaggiare piatti tipici della cucina Piemontese direttamente al ristorante del Castello di Roppolo, vedi il sito ufficiale.

 

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