Guida alla scoperta delle migliori etichette del vino del vercellese

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Sono antichissimi e numerosi  i documenti attestanti le antiche origini della viticoltura nel Vercellese. Si può addirittura tentare di datare a 20.000 anni or sono i primi impianti di viticoltura effettuati da  persone che presero stabile possesso dei campi di quel territorio che oggi possiamo far coincidere con il Vercellese.

A Vercelli la vite inizia ad essere presente nei documenti ufficiali dall’età romana, tanto che il suo vino viene descritto con parole elogiative già da Plinio il Vecchio quando, nel Naturalis historia, parla di un vitigno “Spionia”. Trattasi molto probabilmente dell’attuale Spanna, conosciuto ai più con il nome di Nebbiolo.

Ovviamente la pratica  viticola  avvenne nel vercellese in periodo assai più vicino a noi, fino ad arrivare ai giorni nostri dove il vino del vercellese è riconosciuto non solo come uno dei migliori vini piemontesi ma addirittura ricevendo riconoscimenti mondiali!

I 4 vini del vercellese più rappresentativi

Iniziamo questa breve guida sui vini piemontesi è andando più in profondità sul vino del vercellese, dicendo che questo territorio del Piemonte è caratterizzato da un terreno acido, ricco di ferro e povero di calcare, specialmente adatto per il vitigno del nebbiolo, che qui prende il nome di spanna.

Tra i vini più rappresentativi del vercellese troviamo:

Gattinara: D.O.C. dal 1967; D.O.C.G. dal 1991

vini rossi pregiatiFiglio del Nebbiolo, il Gattinara è l’unico vino DOCG del vercellese. Il Gattinara è un vino rosso granato, tendente all’aranciato, dal sapore molto asciutto e un caratteristico fondo amarognolo; il profumo fine ricorda molto  quello della viola, specie se è invecchiato. Si coltiva esclusivamente su terreni vocati dell’omonimo comune. Nella versione Gattinara DOCG “riserva” il tempo d’invecchiamento deve essere minimo di 4 anni, di cui almeno 2 in botti di legno. Questo pregiato vino DOC del vercellese trova abbinamento nella cucina con arrosti, carni rosse, selvaggina e formaggi piemontesi!

Bramaterra: D.O.C dal 1979

Il Bramaterra DOC, si può denominare figlio del vitigno del Nebbiolo, ed è una delle migliori eccellenze enologiche dell’Alto Piemonte, una terra di pregiati vini, con alle spalle una storia vinicola secolare. Il vino è prodotto in una tranquilla e splendida zona collinare, da pochi storici e appassionati produttori, impegnati a continuare la nobile tradizione del territorio vercellese. Come nelle Langhe, anche qui il vitigno principale è il nebbiolo, ma i vini di Bramaterra acquistano una complessità aromatica del tutto particolare, grazie all’utilizzo anche di croatina, uva rara e vespolina. Sono vini piemontesi da scoprire, che si fanno amare per le loro caratteristiche uniche e inimitabili. Si presenta all’occhio con un colore rosso granato con bagliori aranciati. Il profumo intenso e il sapore denso ma al tempo stesso vellutato e delicato lo rendono adatto ad arrosti e piatti di selvaggina forti.

Coste del Sesia: D.O.C. dal 1996

Questo vino del vercellese viene prodotto in tre varianti (Rosso, Rosato e Bianco) di pronta beva ma non per questo meno ricche di talento. La sua zona d’origine corrisponde all’area che costeggia il fiume Sesia a Vercelli. E’ un vino che non richiede un invecchiamento minimo quindi viene solitamente messo in commercio dal gennaio successivo alla vendemmia. La freschezza dona al vino un colore rosso rubino intenso, di profumo preciso, dai sentori piacevolmente fruttati. Al gusto rimane armonico, equilibrato e leggermente tannico. I vini del Coste del Sesia,  si abbinano molto bene con carni rosse e bianche ma può liberamente essere servito a tutto pasto.

Erbaluce: DOCG dal 2010

vino bianco piemonteseUn vino bianco piemontese dal colore limpido e dall’odore fine e fresco, prodotto nelle tre varianti bianco, passito e spumante impiegando un vitigno autoctono piemontese a bacca bianca tra i più antichi in Piemonte. Si sposa perfettamente con piatti a base di pesce e con il sapore delicato dei risottini tipici della cucina piemontese. La variante in forma Passito è ricavata da un sapiente e accurato appassimento delle uve di ben 4 anni: il risultato è un vino dal colore ambrato, dal profumo delicato e dal gusto dolce e vellutato, mentre lo Spumante si distingue per un sapore fresco e fruttato e un perlage persistente.

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