Il parco della Burcina una meraviglia naturale nel Biellese

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Se stai cercando un luogo da visitare a Biella e dintorni completamente immerso nel verde, lontano da rumori, per respirare aria buona, fare una bella passeggiata e godersi in pieno tutto lo splendore della natura, allora ti consiglio di continuare a leggere questa’articolo perchè tra poco verrai a conoscenza di uno dei posti più incantevoli per far visita a Biella e goderti qualche ora di assoluto relax!

Per prima cosa cerchiamo di capire come arrivare al parco Burcina.

Per visitare la riserva naturale della Burcina hai due possibilità arrivare dall’entrata del parco Burcina a Pollone, ottima se hai un camper, infatti grazie ad un ampio parcheggio situato all’ingresso del parco, non avrai nessun problema. Oppure puoi giungere alla Burcina Biella anche passando per la frazione Vandorno, attenzione però che dovrai passare attraverso una strada stretta, poco agevole e con difficoltà di parcheggio. Da questo ingresso però l’ accesso è vicino alla conca dei rododendri, infatti  in pochi minuti di passeggiata e con un percorso pianeggiante, potrai nel periodo primaverile goderti il parco Burcina con fioritura rododendri, uno spettacolo naturale che consiglio a tutti di vedere almeno una volta nella vita!

Ora che sai come arrivare al Parco, che ne dici di scoprire la storia di questa riserva naturale nel cuore di Biella?

Il Parco Burcina si può definire un giardino storico che si trova sull’omonimo “Brik Burcina” una dolce collinetta a ridosso delle alpi biellesi.
Devi sapere che le origini del Parco Burcina risalgono alla metà del 1800 quando uno dei personaggi più influenti nel territorio Biellese Giovanni Piacenza (1811-1883) iniziò ad acquistare vari terreni siti nelle parti inferiori dei versanti rivolti a sud e a ponente della collina per piantarli con sequoie (al lago), cedri dell’Atlante (a monte della sede), pini strobus e altri tipi di piante.
Il figlio Felice Piacenza (1843-1938) per quasi 50 anni lavorò giorno dopo giorno per acquisire nuovi terreni, per tracciare strade e sentieri, per piantare alberi e la spettacolare valle dei rododendri che a partire dalla metà di maggio incanta i visitatori di tutto il mondo.

E’ molto curioso, se non sorprendente sapere che  l’industriale Felice non si avvalse di architetti nella composizione del paesaggio, ma fu lui stesso l’artefice . Di conseguenza oltre all’aspetto botanico è di particolare rilievo la composizione paesaggistica: un laghetto romantico, le aree prative contornate da boschi come in zona Valfenera, la faggeta del Pian plà, il viale dei liriodendri, la valle dei rododendri, l’area mediterranea, le viste sulle montagne e sulla pianura che spaziano dal Monviso all’ Adamello.

Il figlio di Felice, Enzo (1892-1968) portando avanti la passione di famiglia donò nel 1950 come da volere del padre il nuovo ingresso progettato dal paesaggista fiorentino Pietro Porcinai Nei suoi ultimi 15 anni di vita porto al parco i più famosi botanici europei. Uno dei suoi ultimi gesti prima di morire fu ripiantare varie zone del parco, che erano state distrutte dal tremendo vento föhn che si abbattè sul Biellese nel febbraio 1967.

Dal 1934 il parco è di proprietà del Comune di Biella che ha provveduto ad ampliare la superficie fino ai 57 ettari attuali.
Nel 1980, con la legge regionale n° 29, è stata istituita la Riserva Naturale Speciale del Parco Burcina “Felice Piacenza” .
La Regione Piemonte pone grande attenzione al parco e mai come oggi si è investito tanto: nuovi piantamenti, un meleto, la nuova sede con aula didattica, un bar ristorante, la regimazione delle acque meteoriche, per citarne solo alcuni.

Parco della Burcina biella cosa aspettarsi?

La Burcina di Biella si potrebbe definire come un grande bosco ed un giardino ben caratterizzato: sono questi infatti i due aspetti, solo apparentemente antitetici del Parco Burcina. Il bosco fa da contorno e da sfondo al Parco, insieme raggiungono un equilibrio di rara bellezza.

parco della burcinaIl giardino è informale, paesistico, le piante sono disposte con apparente casualità, ad imitazione di ciò che avviene in natura: boschetti alternati a prati e radure, grandi alberi isolati; la vista a volte è chiusa da barriere verdi a volte può spaziare sia verso la pianura sia verso le montagne retrostanti. Una strada tortuosa si inerpica sino alla sommità del colle offrendo ad ogni svolta sempre nuove emozioni e sorprese, il paesaggio che troviamo una volta raggiunta la vetta della Burcina e adir poco mozzafiato!
Come in molti giardini paesaggistici in Italia anche nel Parco Burcina sono state inserite alcune piante di specie esotiche, che però dobbiamo ammettere che si sono perfettamente inserite nel disegno generale del parco; nel bosco invece si ritrovano le latifoglie tipiche dei nostri ambienti: faggi, castagni, aceri, frassini, querce, ciliegi, betulle.

Come sempre riuscire a descrivere la bellezza della natura in poche righe è un compito difficile, e molto spesso diventa riduttivo e poco esplicito, il mio consiglio personale è sicuramente quello di organizzare una gita a Biella per visitare il parco della Burcina  gli orari sono molto liberi e in poche ore potrai nutrire mente corpo e anima grazie alla meraviglia di questa riserva naturale!

 

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