Tutto quello che c’è da sapere sullo storico carnevale di Ivrea

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Chi di voi non ha mai sentito parlare della battaglia delle arance a Carnevale?

In Italia succede da secoli e più precisamente ad Ivrea, durante uno dei carnevali più famosi in Italia.

In questa curiosa tradizione si consumano all’incirca 600 tonnellate di arance lanciate ogni anno, dai cittadini, gli uni contro gli altri, ma cerchiamo di capire meglio per quale motivo il carnevale di Ivrea è diventato uno dei più amati carnevali del mondo!

Storia del carnevale di Ivrea

In realtà secondo la tradizione medievale il carnevale si ispira a due diversi avvenimenti storici.

Il primo risale all’epoca in cui Barbarossa aveva insediato nella città Ranieri di Biandrate, che sottratto al vescovo i suoi poteri aveva iniziato a perseguitare i suoi avversari politici, vessando il popolo con pesanti tasse. Nel 1194 il popolo esasperato dai soprusi, insorse e distrusse il Castello di San Maurizio, dimora del sovrano.

Il castello fu ricostruito cent’anni più tardi, nel 1266, da Guglielmo VII di Monferrato, il cui regno fu di breve durata a causa di una seconda rivolta popolare. Gli episodi, che si inseriscono nell’ampia vicenda del tuchinaggio canavesano, sono stati fusi dalla tradizione che ha affidato il ruolo di liberatrice a Violetta, la giovane figlia di un mugnaio.

mugnaia al carnevale ivreaLa liberatrice dello storico carnevale di Ivrea

Secondo la tradizione Violetta, la mugnaia, promessa sposa dell’amato Toniotto, avrebbe dovuto sottostare allo “ius primae noctis” imposto dal sovrano, che pretendeva di trascorrere la prima notte di nozze, con le giovani appena spostate.  Il diritto di cui non è mai stata provata l’esistenza, era legato alla tassa che i giovani dovevano pagare per le nozze al sovrano.

Ad ogni modo, Violetta decise di ribellarsi, e fingendo di accettare il tragico destino, si recò al castello di San Maurizio, nascondo tra i capelli un pugnale. Quando fu ora la giovane uccise il tirano e diede il segnale di sollevazione ai vigilanti cittadini, che diedero inizio alla rivoltata popolare, da allora la giovane Violetta rappresenta il simbolo della liberazione!

Carnevale di Ivrea perchè si tirano le arance?

La battaglia delle arance ad Ivrea iniziò a metà ottocento con il lancio della frutta dai balconi sui passanti e viceversa, nel tentativo di imitare lo storico  carnevale di Nizza , da cui proveniva la maggior parte degli agrumi. La battaglia come la conosciamo oggi, nacque nel secondo dopoguerra con la creazione delle prime squadre di lanciatori a piedi opposte agli equipaggi sui carri trainati dai cavalli.

Lo storico carnevale di Ivrea oggi!

tiro delle arance ad ivreaIl Carnevale di Ivrea riconosciuta oggi come “manifestazione italiana di rilevanza internazionale“si snoda attraverso un mese di eventi, cerimonie folkloristiche ed evocazioni storico-leggendarie che raccontano la vita della piccola città piemontese. Tutto inizia il 6 gennaio con la Marcia dei Pifferi e Tamburi, l’investitura del Generale in Piazza di Città e la cerimonia di apertura al Duomo. Il sabato successivo si dà il benvenuto agli Abbà: dieci bambini adornati da ricchi abiti rinascimentali che rappresentano i priori delle cinque parrocchie di Ivrea. La penultima domenica di Carnevale è dedicata alla distribuzione di fagioli grassi, piatto che rappresenta la lunga tradizione gastronomica legata alla città.

Per sottolineare la partecipazione attiva alla grande festa del Martedì e del Giovedì Grasso, i cittadini e i visitatori indossano con orgoglio il famoso Berretto Frigio, un copricapo rosso a forma di calza, che simboleggia la libertà e l’adesione ideale alla rivolta.

Il momento più scenografico della manifestazione rimane però la Battaglia delle Arance, organizzata nei tre giorni di Carnevale. Dopo il passaggio glorioso della Mugnaia, nelle piazze del centro urbano gli equipaggi delle pariglie e delle quadriglie, e le squadre degli aranceri a piedi, si danno appuntamento per la vera e propria battaglia, fino all’ultimo spicchio di arancia!

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